Dopo aver approfondito il telogen effluvium, in questa parte ci spostiamo sull’alopecia areata: un quadro diverso per natura, presentazione e decorso, che richiede un occhio attento alla distinzione.
Una natura autoimmune
L’alopecia areata è una condizione a base autoimmune: il sistema immunitario interferisce con il follicolo in fase anagen, provocando la caduta. A differenza del telogen effluvium, tipicamente diffuso, l’areata si presenta classicamente con chiazze ben delimitate, singole o multiple, e ha un decorso più variabile e meno prevedibile.
I segni dermatoscopici
La videodermatoscopia offre elementi utili a orientare la diagnosi. Tra i segni descritti in letteratura nelle aree interessate si osservano comunemente:
- Punti gialli, espressione degli osti follicolari.
- Capelli a punto esclamativo, più sottili alla base.
- Capelli cadaverizzati e punti neri.
- Ricrescita di peli sottili e ipopigmentati nelle fasi di recupero.
Sono segni che, letti nel contesto clinico, aiutano a distinguere l’areata da una caduta diffusa.
Come si distingue dal telogen effluvium
La differenza più immediata è il pattern: chiazze localizzate nell’areata, caduta diffusa nel telogen effluvium. Ma il pattern da solo non basta: la lettura dermatoscopica dei segni, unita alla storia del paziente, costruisce la distinzione. Questa distinzione non è accademica — orienta aspettative, decorso e gestione, e per il paziente fa una differenza enorme.
Nella parte conclusiva vedremo perché il follow-up quantitativo e standardizzato è lo strumento che lega insieme osservazione, misura e tempo.
