Il metodo MRH — Multidisciplinary Research on Hairloss — è l’approccio che sta alla base dell’analisi tricologica moderna proposta da Trichomag. La parola chiave è nel nome: multidisciplinare. La caduta dei capelli non è quasi mai un fenomeno isolato, e leggerla richiede di guardare oltre il singolo capello.
Mettere al centro la storia del paziente
Il metodo MRH parte da una convinzione: il dato strumentale, da solo, non basta. La densità, il calibro dei fusti, il rapporto terminali/vellus raccontano molto, ma vanno letti nel contesto della storia del paziente — biologica e psicologica. Eventi di stress, variazioni ormonali, carenze, terapie, ma anche il vissuto emotivo: tutto concorre a spiegare ciò che la videodermatoscopia mostra.
I pilastri del metodo
- Multidisciplinarità: mettere in relazione l’indagine strumentale con l’anamnesi e il quadro complessivo.
- Standardizzazione: acquisizioni ripetibili (stesse aree, stesso ingrandimento, stessa procedura) per rendere i dati confrontabili nel tempo e tra operatori.
- Longitudinalità: non la singola foto, ma la serie nel tempo, che sola permette di leggere un andamento.
Perché funziona
La standardizzazione trasforma immagini in dati; la longitudinalità trasforma dati in andamenti; la multidisciplinarità trasforma andamenti in interpretazioni utili. E c’è un beneficio spesso sottovalutato: la comunicazione con il paziente. Mostrare la propria serie nel tempo, con la forza delle immagini e dei numeri, è più efficace di qualunque rassicurazione verbale — soprattutto quando l’ansia è parte del quadro.
È su questi pilastri che si fonda Trichomag: dare all’operatore strumenti di misura potenti, dentro un metodo che ne garantisce la coerenza nel tempo.