Dal Telogen effluvio alla Alopecia areata — Parte II

Syncode10 settembre 20221 min di lettura
Dal Telogen effluvio alla Alopecia areata — Parte II

Nella prima parte abbiamo richiamato il ciclo del capello e la natura diffusa del telogen effluvium. Qui approfondiamo i suoi segni, la distinzione tra forma acuta e cronica e il peso della storia del paziente.

Acuto e cronico

Il telogen effluvium acuto insorge in genere alcuni mesi dopo un evento scatenante e si risolve spontaneamente nell’arco di qualche mese, quando il fattore viene meno. Il telogen effluvium cronico, invece, si protrae oltre i sei mesi, spesso senza una causa unica evidente, ed è quello che mette più alla prova sia il paziente sia l’operatore, per la distanza tra il vissuto (forte preoccupazione) e l’esame obiettivo (spesso poco eclatante).

I fattori scatenanti

  • Stress fisico: febbre alta, interventi chirurgici, malattie acute.
  • Stress emotivo intenso o prolungato.
  • Carenze nutrizionali e marziali, diete drastiche.
  • Variazioni ormonali (ad esempio nel post-partum) e alcuni farmaci.

La caratteristica comune è il ritardo temporale: la caduta segue l’evento di settimane o mesi, e questo rende decisiva la ricostruzione della storia clinica.

La storia conta quanto l’esame

Proprio per il ritardo tra causa ed effetto, l’anamnesi è centrale: ricostruire cosa è accaduto nei mesi precedenti l’inizio della caduta orienta la diagnosi più di quanto faccia la singola osservazione. L’esame videodermatoscopico aggiunge il dato oggettivo — densità, presenza o assenza di miniaturizzazione, uniformità del calibro — ma è la combinazione di storia e dato a costruire il quadro.

È qui che un approccio strutturato, che mette in relazione la storia del paziente con misure ripetibili, mostra il suo valore: nella parte successiva vedremo i segni dell’alopecia areata e come differenziarla.

Condividi